domenica 16 settembre 2012

Passera, un giovane di bottega di De Benedetti


Populisti? No, riformisti


Felice Belisario

Vasto presenteremo la nostra piattaforma programmatica che parte dalla discontinuità con le politiche recessive di Monti". Felice Belisario, capogruppo Idv al Senato, è convinto che l'Italia dei Valori possa avere un ruolo determinante per il futuro del Paese. "Vogliamo aggregare il popolo del centrosinistra mettendo dentro chi sta scappando dalla politica, costruendo un progetto alternativo di governo". Così in un'intervista rilasciata al settimanale Left

Volete aggregare il centrosinistra senza il Pd?
Il problema è che nel Pd esistono troppe anime: ci sono i giovani turchi che parlano di discontinuità con Monti, ma c`è anche la parte vicina a Enrico Letta che ritiene il professore un baluardo insostituibile. E poi c` è Renzi che vuole rottamare tutto. Con quale Pd dobbiamo dialogare?
Ignazio Marino ha chiesto a Bersani di riaprire il dialogo con Di Pietro. 
Il Pd governa con noi dappertutto: Regioni, Province e Comuni. Noi non abbiamo cambiato linea politica. Vogliamo rimanere all`interno del centrosinistra. Lì eravamo e lì siamo: per la difesa dei ceti deboli, contro l`occupazione della Rai, per la riduzione dei costi della politica, perché le banche non drenino risorse dallo Stato.
Intanto avete promosso ireferendum per il ripristino dell’articolo 18. Volete organizzare il campo dei progressisti? Abbiamo semplicemente proposto i referendum. Poi la Cgil ha lanciato un appello affinché non tenessimo solo per noi la battaglia sull`articolo 18. E abbiamo deciso che fosse giusto allargare l’orizzonte. Cioè che un popolo intero si appropriasse di questo strumento. Significa ricostruire il centrosinistra? Sono contrario alle alchimie, tutto si costruisce sui programmi. Dico solo che noi c`eravamo contro il nucleare, per l`acqua pubblica, contro le leggi ad personam.
Questo significa costruire l`asse dei progressisti? 
Non lo so, so solo che noi vogliamo stare all`interno di questo solco. Abbiamo portato nelle piazze le battaglie che in questi anni abbiamo condotto da soli in Parlamento: la difesa del lavoro, la cancellazione del finanziamento pubblico ai partiti, la lotta alla casta. Per noi sono battaglie di sinistra.
Per qualcuno sono battaglie un po` grilline... 
L`Idv è una forza seria. Lo ha dimostrato col governo Prodi. Nel 2005 abbiamo partecipato persino alle primarie e nessuno ci ha detto "siete populisti". Eppure il nostro programma era quello di oggi. Faccio degli esempi: la riduzione del numero dei mandati parlamentari è un nostro vecchio cavallo di battaglia, che adesso appartiene anche a Grillo. Un Parlamento senza condannati l`abbiamo sempre invocato, ed è anche una battaglia di Grillo. Ho l`impressione che non abbiano qualche accusa specifica da farci e quindi diventiamo populisti.
Forse non vi hanno perdonato le polemiche su Napolitano? 
Di fronte a un presidente della Repubblica molto interventista, abbiamo semplicemente detto che se l`arbitro entra troppo nell`agone politico può diventare ingombrante. Abbiamo ritenuto inopportuno il conflitto di attribuzioni sollevato contro la procura di Palermo. Se qualcuno ritiene questo un reato di lesa maestà sbaglia.
Sembra che Sel provi a mediare tra Di Pietro e Bersani. 
Vendola è un amico incostante: a Napoli e Palermo non ha fatto tanto l`amico. Invece noi, in Sicilia, stiamo appoggiando convintamente Fava.
È un caso isolato o una prova di alleanze future? 
Nella vita nulla è un caso, credevamo che fosse necessario un cambiamento in Sicilia e abbiamo pensato di darlo con quelle forze con cui amministriamo nel resto del Paese.
È rimasto stupito dall’abbraccio tra Casini e Marcegaglia?
È il nuovo che avanza (ride, ndr). Emma Marcegaglia ha governato il nostro Paese negli ultimi 10 anni, approvando tutte le leggi dell’accoppiata Berlusconi-Tremonti. Passera era un giovane di bottega di De Benedetti. Loro non possono cambiare il Paese.
Rocco Vazzana

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