martedì 28 febbraio 2012

LA STRATEGIA TEDESCA SUL DEFAULT GRECO


Stanno cercando di isolare la Grecia e i paesi periferici, compresa l'Italia, per mettere al riparo le loro banche dal rischio default. La Grecia fallirà entro i prossimi 12 mesi ed è difficile pensare che questo non avrà effetti sull'Italia. Noi siamo l'Europa periferica

Il Bundestag ha approvato a larghissima maggioranza il pacchetto di aiuti da 130 miliardi per la Grecia. Accolto il monito della Merkel, che aveva parlato di "conseguenze incalcolabili" sull'economia europea e mondiale in caso di default del Paese. E' davvero la soluzione o è solo l'ennesimo palliativo per rallentare un decorso patologico ormai inarrestabile? 

"L'aiuto tedesco è una strategia di temporeggiamento. Germania e Francia hanno bisogno di un periodo di tempo di circa 3 anni (adesso siamo al secondo anno) per riuscire a isolare completamente la crisi greca, di modo che un default incontrollato del Paese non abbia un effetto negativo sui sistemi bancari tedesco e francese.
Se guardiamo alla composizione attuale del debito pubblico nelle mani delle banche francesi e tedesche, vediamo che c'è stata una drastica riduzione della quantità di debito proveniente dalla periferia, non solo dalla Grecia, ma anche da Italia, Spagna, Portogallo e Irlanda. 
Germania e Francia, quindi, hanno bisogno di un altro anno per mettere sotto controllo la situazione, e quei 130 miliardi servono proprio a evitare un default incontrollato nei prossimi 12 mesi. 
Nel 2013, quando la Grecia chiederà altri 138 miliardi di dollari, (secondo i calcoli fatti sulla base di una contrazione del Pil al 5%, causata da questa nuova ondata di riforme di austerità imposte dall'Europa), molto probabilmente la Germania sarà in grado di rispondere: 'ci dispiace, ma voi non avete fatto quello che dovevate fare e quindi uscite dall'Euro'. A quel punto sarà possibile farlo, senza che ci sia un crollo del sistema bancario francese e tedesco. 
Dunque non sarà una 'morte' che porterà in crisi Germania e Francia, cioè il sistema bancario dei paesi forti e questo vale anche per i paesi del Nord. Chiaramente però, l'esposizione delle banche finlandesi, olandesi al debito della periferia è molto più bassa dell'esposizione delle banche tedesche o delle banche francesi." 

Standard & Poor's ha detto che la Grecia è in parziale default. Che effetto avrà questo annuncio? 

"Non cambia nulla, perché la Grecia è in default praticamente da due anni. Quello che dice Standard & Poor's è significativo, perché avvalora ulteriormente questa teoria: molto probabilmente la Grecia andrà in un default tipo Argentina nei prossimi 12 mesi, quindi Standard & Poor's in un certo senso si sta preparando per questa eventualità e sta cercando di dire ai propri clienti che le probabilità che ciò succeda sono molto più alte di quanto si pensi." 

Se la Grecia fallisse, si scatenerebbe un effetto domino? 

"Quello che la Germania, la Francia e i Paesi del Nord stanno facendo, è tentare di isolare non solo la Grecia, ma il resto della periferia, nell'eventualità che ci sia un tracollo. Questo perché in Italia o in Spagna i fondamentali dell' economia non sono cambiati. Quello che è cambiato, è il fatto che la Banca Centrale Europea attraverso il "ltro" ha dato la possibilità alle banche italiane e spagnole di scambiare titoli emessi da loro con garanzia del governo in cambio di denaro da parte della Bce, con questo denaro loro hanno comprato il debito pubblico italiano. Infatti, secondo le statistiche, da dicembre le banche italiane e spagnole hanno comprato 50 miliardi di debito dei propri paesi, il che significa che nessun altro compra il debito dell'Italia e della Spagna. Questo ci dà l'idea della strategia perseguita dalla Germania e dalla Francia di non toccare il debito dei paesi della periferia perché in questo modo proteggono le loro banche. Quindi, nell'eventualità che la Grecia esca dall'euro, è probabile che anche noi dovremo uscire se non cambiano i fondamentali dell' economia. A quel punto, rimarrà un'Europa del Nord, economicamente più solida, e a noi ci lasceranno andare."

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